I dati aggiornati nella nota di mercato di Assofermet Acciai

Centri di servizio acciai piani al carbonio: richiesta degli utilizzatori finali indebolita nei primi giorni di febbraio. Per l'acciaio inox prosegue il malessere distributivo percepito a gennaio, mentre i magazzini dal pronto registrano quantità medie giornaliere simili al 2023. Sono i dati emersi dalla nuova nota di mercato di Assofermet Acciai, il documento ufficiale con cui ogni mese aggiorniamo le aziende associate e tutti i portatori di interesse con le tendenze più significative degli ultimi trenta giorni.

Per quanto riguarda, in particolare, i centri di servizio acciai piani al carbonio, dopo un gennaio discreto sotto l’aspetto dei nuovi ordinativi, la richiesta da parte degli utilizzatori finali sembra essersi indebolita durante questi primi giorni di febbraio. I buyer si dichiarano disorientati nel rilevare un andamento delle quotazioni delle acciaierie in ulteriore ascesa, in netta controtendenza con la domanda che invece risulta essere in contrazione. Le ragioni che frenano i consumi sono molteplici e sono sostanzialmente riconducibili al precario stato di salute in UE, al perdurare del conflitto in Ucraina ed al conflitto in Medio Oriente. Le acciaierie comunitarie, tutelate dagli stringenti limiti all’importazione da una parte e da un ridotto utilizzo delle capacità produttive dall’altra, sono in grado di sostenere con forza le proprie quotazioni. A ciò si aggiunge il perdurare dello stato di crisi di Acciaierie d’Italia la cui produzione stenta a raggiungere 3 milioni di tonnellate operando con un solo altoforno sui 4 disponibili. L’offerta dai Paesi extra UE, in particolare dall’area asiatica, risulta essere maggiormente competitiva rispetto alle acciaierie comunitarie nonostante il rincaro generalizzato dei noli marittimi che transitano per Suez, ma gli elevati rischi di rapidissimi esaurimenti delle quote disponibili rendono le offerte meno attraenti, imponendo ai buyer comportamenti estremamente prudenti. Alla luce dei nuovi significativi rincari dei costi dell’acciaio subiti a gennaio dalla distribuzione, nonostante la debolezza del mercato a valle, si potrebbe pertatno assistere nel breve/medio termine ad un incremento delle quotazioni di vendita. Da sottolineare peraltro l’allungamento del lead time produttivo delle acciaierie destinato ad impattare sull’effettiva disponibilità di coils nei magazzini dei centri di servizio nei prossimi mesi.

Passando ai centri di servizio acciai piani inox, prosegue il malessere distributivo percepito a gennaio. Il prezzo in distribuzione non è ancora sufficiente per assolvere i costi operativi e un ritorno a livelli di prezzo coerenti con la marginalità sarebbe più in linea con la struttura dei costi d’impresa. La prospettiva di fermi di produzione in Europa potrebbero migliorare la sostenibilità del prezzo a marzo. Alcuni produttori hanno annunciato cassa integrazione e fermi manutentivi di oltre 2 settimane. Per quanto riguarda le importazioni Extra UE, anche gli impedimenti nel canale di Suez non hanno risvegliato il prezzo. Nonostante gli allungamenti di consegna previsti per le nuove rotte e costi dei noli che stanno esplodendo, il prezzo non ha subito conseguenze. Complice una domanda italiana ed europea molto contenuta.

Infine, la nota di mercato approfondisce anche la situazione dei magazzini dal pronto. Gennaio leggermente inferiore alle attese, pur attestandosi alle quantità medie giornaliere del 2023. La speranza di una ripresa frizzante, spinta dalla ripresa dei prezzi delle prime settimane è stata “congelata” dalla retromarcia della BCE sulla possibile riduzione a breve del tasso di interesse. Tubi e Lamiere fanno rilevare le cifre più importanti, in decisa sofferenza i laminati mentre è incerto il comparto delle travi. Le quantità in giacenza sono piuttosto elevate in seguito alle scorte accumulate a fine anno in vista degli annunciati aumenti dei prezzi. Il mercato a valle soffre sulle posizioni importanti legati ai grandi investimenti, mentre mantiene una discreta vivacità sulle piccole carpenterie. L’acciaio inossidabile registra una sistematica staticità sia a livello di prezzo sia di consumi. Febbraio diventa uno spartiacque per capire se l’incremento del prezzo di gennaio dei coils e di conseguenza dei tubi saldati è da considerarsi consolidato o se darà segni di cedimento se non supportato da un solido aumento della domanda a valle.

 

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