Assofermet: piena condivisione della mozione CBAM approvata alla Camera

Milano, 17 aprile - È stata approvata lo scorso 10 aprile una mozione parlamentare della Camera dei Deputati che impegna il Governo a confrontarsi con le istituzioni europee per rivedere alcuni aspetti del CBAM. Assofermet esprime piena soddisfazione in merito alla mozione e ne sottolinea l’importanza strategica per il futuro del Meccanismo. Da un lato, gli interventi dei Deputati in Aula e il testo finale della mozione sottolineano le stesse perplessità che la nostra associazione evidenzia da tempo: l’applicazione esclusiva del CBAM alle materie prime (come la ghisa) e ai semiprodotti e semilavorati di acciaio e alluminio, le difficoltà a reperire informazioni dai fornitori extra UE e molto altro. Dall’altro lato, i dubbi più evidenti sono stati sottolineati trasversalmente da gruppi parlamentari molto diversi fra loro, sia di maggioranza sia di opposizione. È un passaggio decisivo che evidenzia che le preoccupazioni sul futuro dell’economia e dell’industria europee non hanno colore politico.
“Visto il successo della mozione, ci auguriamo che proprio il Governo italiano proponga per primo le modifiche legislative necessarie”, ha dichiarato Luca Carbonoli, Direttore di Assofermet. “Assofermet è a completa disposizione per dialogare con le istituzioni governative in merito a quello che riteniamo fondamentale cambiare“.

Assofermet si è sempre schierata a favore della transizione ecologica, purché venga salvaguardato e non penalizzato il sistema economico del nostro territorio. Fra le varie preoccupazioni discusse alla Camera dei Deputati, uno dei punti cruciali è la difficoltà di reperimento dei dati da comunicare alla Commissione UE. Il Presidente di Assofermet Acciai, Paolo Sangoi, rivela che “la prima scadenza di fine di gennaio 2024, data entro la quale sono stati comunicati i dati relativi alle importazioni del quarto trimestre 2023, ha purtroppo confermato tutte le nostre previsioni. È estremamente complicato reperire le informazioni dai fornitori e si sono verificate importanti complicazioni nell’inserire i dati nel sistema. Ancora oggi sono molti i produttori che si dichiarano non disponibili a fornire una certa parte di dati in quanto ritenuti estremamente riservati. Un altro tema centrale è l’applicazione esclusiva del CBAM alle materie prime, ai semiprodotti e ai semilavorati di acciaio e alluminio. Questo, continua Sangoi, lascia “piena libertà di import dei beni e componenti realizzati fuori dalla UE con la stessa materia prima che, se importata senza ulteriori lavorazioni o trasformazioni, è soggetta alla normativa. Si tratta di una serie di clamorosi errori normativi: nella fase di studio non si è evidentemente tenuto conto delle conseguenze sul sistema manifatturiero e sulla sua competitività”. Questo si tradurrà in un maggior costo delle materie prime che la manifattura UE sarà costretta a subire, a differenza dei suoi competitor stranieri che potranno contare su materie prime a prezzi più vantaggiosi. Un’altra conseguenza è rappresentata dal rischio concreto di esodo di aziende manifatturiere. È prevedibile che molte imprese trasferiranno i propri siti produttivi nei Paesi che permetteranno di operare nel rispetto dell’ambiente ma con minori restrizioni rispetto alla UE, evitando la tassa all’import in partenza a gennaio 2026.

La mozione approvata alla Camera dei Deputati lo scorso 10 aprile è il primo passo per poter affrontare questi temi in sede legislativa a livello UE. La speranza per il futuro della competitività europea è che si continui a perseguire la transizione ecologica senza però penalizzare il sistema economico nel suo complesso.

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