È online la nuova nota di mercato di Assofermet Rottami

È uscita la nuova nota di mercato di Assofermet Rottami. Se per il rottame ferroso nazionale il mese di gennaio è stato nel complesso positivo, a livello internazionale abbiamo assistito a una fase di stabilità senza grosse variazioni di prezzo.

In particolare, per il rottame ferroso nazionale il mese di gennaio è stato nel complesso positivo, con qualche preoccupazione verso fine mese. I primi trenta giorni dell'anno hanno registrato un inizio mese con aumenti dei prezzi ed un buon flusso nelle consegne in acciaieria senza particolari problematiche. L’offerta da parte degli impianti di raccolta e recupero e dei commercianti è stata molto buona, soddisfacendo il fabbisogno da parte di tutte le acciaierie, alleggerendo le giacenze di magazzino, rinunciando in parte alla speranza di ulteriori aumenti. Tuttavia, questa sostenuta offerta ha provocato nella seconda parte del mese qualche difficoltà nel gestire un elevato numero di scarichi nelle acciaierie ed ha riportato una stabilità dei prezzi. L’indebolimento della domanda a fine mese ha creato una certa preoccupazione tra i fornitori, così come il permanere della poca disponibilità di rottami di qualità che, in qualche modo, hanno contribuito al mantenimento della stabilità dei prezzi. E’ doveroso ricordare che la vendita dei prodotti finiti è sostanzialmente rimasta invariata, con conseguente difficoltà di riversare sul finito gli aumenti di prezzo registrati già a dicembre, proseguiti ad inizio gennaio. Ciò premesso, la fotografia a fine mese appare meno positiva rispetto a quella iniziale, con una domanda debole ed un’offerta nel complesso sostenuta, che potrebbe divenire oggetto di preoccupazione per il mese di Febbraio, anche alla luce di un possibile rallentamento e riduzione della produzione da parte di due importanti produttori.

A livello internazionale, l'ultimo mese non è stato caratterizzato da grosse variazioni. Il mercato turco ha registrato variazioni di prezzo estremamente contenute, oscillando tra una sostanziale stabilità ed una lieve tendenza positiva. I volumi di scambio sono stati nel complesso contenuti, anche se regolari. Permane la debolezza dei mercati asiatici, mentre i mercati europei hanno confermato la tendenza positiva dei prezzi, con un leggero rallentamento della domanda a fine mese..

Per quanto riguarda il rottame inox, a gennaio i quantitativi richiesti dalle acciaierie nazionali sono stati ridotti, ma in linea con un mese più breve, considerate le festività natalizie. Le quotazioni, inizialmente al ribasso, si sono poi allineate ai livelli del mese di dicembre. La disponibilità di rottame è rimasta scarsa, con produzioni ridotte e flussi di rottame in ingresso molto bassi. In Europa si è registrato lo stesso scenario, con prezzi nella prima metà del mese al ribasso, per poi riallinearsi alle quotazioni del mese precedente. Il mercato extra UE continua a soffrire la problematica relativa al canale di Suez, in particolare l'India che non riesce ad esportare in Europa a fronte del grande aumento dei costi di trasporto e, conseguentemente alla riduzione delle vendite, è meno interessata all'acquisto del prodotto europeo. Leghe e superleghe sono richieste, malgrado le quotazioni non tendano a risalire dopo le correzioni rilevate a fine anno. Rapidi e super rapidi hanno registrato una domanda ridotta.

Passando alle ghise, nel mese di gennaio il mercato della ghisa di affinazione non ha registrato cambiamenti significativi. La domanda è risultata relativamente bassa considerato il periodo lavorativo ridotto, ma allo stesso tempo anche le forniture di provenienza russa sono diminuite. Altresì limitata è stata l’offerta dall’Ucraina, in quanto si è data la preferenza all’utilizzo della ghisa per la produzione del prodotto finito. I prezzi in Turchia sono risultati allineati con i prezzi quotati sul mercato italiano, così come quelli rilevati sul mercato cinese e indiano. Per quanto riguarda il mercato statunitense e quindi le forniture di ghisa dal Brasile, permane la differenza rispetto al mercato europeo di circa $ 50-60. Le ghise ematite hanno visto un definitivoa aumento dei prezzi che si sono consolidati proprio con l’apertura del nuovo anno sulla base delle maggiori richieste da parte dei produttori. Aperture degli impianti di fonderia a macchia di leopardo, dopo la pausa natalizia, posticipate in alcuni casi per approfittare del periodo e realizzare manutenzioni sugli impianti. Permangono cautele sugli acquisti, in virtù di un rallentamento dei ritmi produttivi per effetto di portafogli ordini non particolarmente soddisfacenti, ma anche il mese di Gennaio ha confermato una visione più lungimirante rispetto all’autunno 2023. Resta centrale l’obiettivo di ricostituire parzialmente i magazzini che, per effetto degli alti costi del denaro e di vendite basse avevano spinto verso una politica di approvvigionamento “just in time”. Al momento rimane stabile l’offerta di materiale, con prezzi compiutamente corretti al rialzo. Si segnala ancora l’affanno logistico nel centro Europa che non mancherà di influire sia sulle dinamiche di approvvigionamento, sia sulla costruzione dei prezzi. Un sguardo anche alle ghise sferoidali: il mese di gennaio, dopo un fine anno di mercato calmo, ha registrato un coraggioso ottimismo riportando interesse agli acquisti. La calma degli ultimi mesi aveva indotto gli importatori a limitare gli acquisti, tenuto anche conto degli aumenti richiesti dai produttori. Ciò premesso, la domanda di ghisa in pani apparirebbe superiore alle effettive disponibilità che potrebbero crescere nei prossimi mesi. Gli aumenti significativi registrati, non solo per le ghise ma anche per le altre materie prime, sono dovuti agli incrementi dei costi di produzione e, ultimamente, altresì ai costi di trasporto.

Infine, per quanto riguarda le ferroleghe di massa, in particolare quelle al Mn così come il FeSi, è stato registrato un ulteriore forte rialzo a causa della situazione critica nel Mar Rosso che ha provocato la violenta ascesa dei noli, poca reperibilità dei contenitori e un “transit time” di almeno 55 giorni da India e, ancora maggiore da Cina verso l’Europa.

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